15/05/2008
L'economista Boeri su Repubblica (non online) critica l'eliminazione dell'ICI e la defiscalizzazione degli straordinari, due annunciati provvedimenti del neonato governo.
Riguardo al secondo tema, i suoi argomenti sono gli stessi usati dal Lusiani citato ieri
In sintesi, è il solito modo italiano di aggirare le rigidità insostenibili del sistema scaricandole in un solo punto, per non affrontare gli inevitabili conflitti che deriverebbero da riforme strutturali. Mutatis mutandis, quello tra fiscalità sul lavoro insostenibile Vs defiscalizzazione degli straordinari è lo stesso schema applicato in passato nel caso: contratto nazionale ipergarantito e intoccabile Vs introduzione di contratti iperprecari, o nel futuro: certezza della pena non raggiungibile Vs introduzione del reato di immigrazione clandestina.
Riguardo all'ICI: è notoriamente la fonte di finanziamento primaria di molti Comuni, quindi si tratta di un taglio solo apparente che andrà sostituito con qualcos'altro. Il governo conta di farlo aumentando i flussi di denaro dal centro verso la periferia.
Critiche di Boeri:
1) si elimina l'unica tassa locale proprio quando si dice che si vuole il federalismo fiscale;
2) si elimina una delle poche tasse che non pesca direttamente nell'ipertassato reddito da lavoro;
4) la compensazione dal centro sarà totale, quindi riguarderà anche i comuni poco virtuosi che l'ICI l'avevano aumentata: ergo è il federalismo all'italiana che centralizza le entrate e rende periferiche le spese, facendo esplodere la spesa pubblica.
5) Questa la aggiungo io: è esattamente il contrario del concetto di redistribuzione dai meno ai più svantaggiati che dovrebbe presiedere a un sistema di welfare (traduzione: è coerentemente di destra, pur nella mascheratura populista e popolare). Infatti, invece di far pagare qualcosa a una platea di proprietari, lo si fa pagare a tutti, quindi anche a chi proprietario non è, cioè a chi, sensatamente, è più povero.
b.georg
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