(pezzo destinato a elettori di sinistra)
Io la capisco, la tristezza, ma la delusione mica tanto. Non si possono confondere le balle che si sentono in campagna elettorale con la realtà e la logica.
Allora, prescindiamo un secondo da quello che ci piace e ci fa schifo, partiamo dai fatti: dopo due anni di coalizione e di governo a dir poco catastrofici finiti tra le pernacchie con lo scioglimento anticipato delle Camere e la vergogna e lo sberleffo generali, il maggior partito di quella coalizione non dimezza i propri consensi come sarebbe logico aspettarsi - e come accade infatti ad altri - ma nel dato disaggregato delle forze che lo compongono li aumenta di qualche punto percentuale finendo, pare, ad appena 4 punti dal partito di Berlusconi. In voti reali si tratta di un centomila in più rispetto al 2006. Non so come definire se non quasi incredibile questo dato. Evidentemente gli elettori di quel partito devono essere impazziti. Poi, sì, i punti in più rispetto al 2006 sono circa due e non venti come sarebbe stato necessario per vincere. E gli asini ancora non volano in cielo, avete notato?
Qui c'è qualcuno (tolto Walter, eh) che pensa seriamente che dopo che il tuo governo ha fallito, sia possibile aumentare di venti punti e vincere? O non è razionale pensare che al più si può cercare di tenere botta? Se l'argomento contro Veltroni - che non è certo il mio politico di riferimento, giusto per chiarire; io preferisco politici che dicano anche qualcosa, ogni tanto - ma se l'argomento è che non sa fare i miracoli, ho idea che la critica sia deboluccia.
Ma non tutta l'Unione ha tenuto, questo è il punto. 33+4+10 farebbe 47: avremmo perso lo stesso, ok, perché i 10 non si sommano ai 37, ma almeno sarebbe rassicurante. Invece quei 10 mancano tutti. E sono la Sinistra arcobaleno.
Ora, sento dire che la Sinistra arcobaleno è stata uccisa dal PD e dal "voto utile". Ma se il PD aumenta di due punti e la Sa (nel dato disaggregato) ne perde più di sette, c'è qualcosa che non torna. Naturalmente manca un'analisi dei flussi, ma mi pare improbabile che un massiccio voto utile da sinistra abbia salvato il PD da un'emorragia di voti di centro. Non è che semplicemente quei voti sono andati un po' a Ferrando e compagnia, un bel po' all'astensione e persino un po' alla Lega (e sì, un po' anche al PD, sai com'è)?
Ma poi, anche fosse: che razza di critica è: "i miei elettori hanno preferito te a me, quindi è colpa tua"? Sarà ben mia la colpa, o no?
In realtà: il risultato piuttosto positivo di una parte dell'ex Unione è dovuto essenzialmente alla scelta del PD di correre da solo. Scelta elettoralmente provvidenziale, a ben vedere. Chi dice che con questa scelta il PD ha consegnato il Paese a Berlusconi dovrebbe riflettere sul fatto che, intanto, sono gli elettori ad averlo fatto, e poi che senza quella scelta avremmo, da logica, il PD al 20-25%, non al 33, e Sa magari al 5 invece che al 3. Sai che risultato.
La Sa invece paga molti errori suoi e qualcuno non suo: paga i due anni di Prodi in cui non ha ottenuto nulla, ovviamente, ma poi paga l'aver costituito un cartello controvoglia e poco credibile che dall'esperienza di governo non ha saputo differenziarsi agli occhi dei propri elettori potenziali, come invece ha saputo fare in qualche modo il PD, paga l'assenza di un messaggio credibile, paga la mancanza di un qualsivoglia progetto che non sia rivendicativo o sindacale o residuale, paga l'affidarsi a personaggi dal dubbio profilo (Pecoraro su tutti) o fuffosi (Mussi detto l'inutile...), paga l'impressione palpabile di smobilito offerta in tutta la campagna elettorale...
Pur nel lutto per l'assenza di una vera forza moderna a sinistra del PD - assenza che non dipende però dal voto, visto che non c'era nemmeno prima... - occorre anche dire che "la sinistra scompare dal Parlamento" non è proprio vero, a meno di pensare che un partito in cui ancora militano D'Alema, Bersani ecc. sia un partito di centro-destra. Sì, ok, la Binetti, la Madia... I lasciti di Rutelli e le pessime idee di Veltroni. Ora però ditemi che nel PD la Binetti conta più di D'Alema e vi pago un viaggio premio a Cuba.
Oh, se poi vogliamo giocare a quelli incazzati per cui gli ex DS non sono di sinistra, mentre "è risultato chiaro che il comunismo è una necessità fondamentale della società italiana" (Marco Rizzo, detta oggi) e chi vota di là - proprio le persone, eh - è fascista mafioso razzista e fa schifo come essere umano, facciamolo pure, in fondo l'adolescenza protratta e il vittimismo sono tratti peculiari dell'Italia contemporanea e le gare di rutti possono anche essere divertenti.
La cosa inaspettata però, è che al nord la crescita della destra non è dovuta a Berlusconi ma all'esplosione del voto alla Lega; voto interessantissimo e ambiguo perché attraversa diverse fasce sociali (o classi, come si amava dire un tempo) riuscendo a costruire una sintesi anch'essa ambigua e bifronte. Voto che ha sicuramente una vasta componente "popolare" (nelle roccaforti operaie la Lega dilaga, Sa sparisce), voto senz'altro raccolto a destra ma in sé, almeno in parte, più pragmatico che ideologico (Malpensa e l'inefficenza dello Stato contano quanto l'invivibilità delle periferie, gli istinti securitari quanto la voglia di modernizzazione, la paura reazionaria quanto il desiderio di mobilità sociale), voto storicamente ondivago e intimamente contraddittorio (incazzarsi perché si vive in un buco schifoso e insicuro votando proprio quelli che lo governano da vent'anni è un po' strano, no?). Voto di chi vuole più servizi e più efficienti e di chi vuole invece privatizzarli, uniti in un discorso che preferisce parlare d'altro.
Se la sinistra-sinistra non sa intercettare una fetta consistente di questo voto, come potrebbe benissimo fare, sarebbe il caso di chiedersi se andare oggi a Baggio o a Quarto Oggiaro con la falce e martello cucita sul cashmere e la faccia schifata di chi attraversa una landa di subumani razzisti sia proprio la cosa più intelligente e attuale da fare.